Anche scrivere un semplice post è un atto creativo. È un accogliere in sé il sussurro che viene dallo spirito e spinge per rendersi manifesto. Come diceva il padre di Matteo nel ritorno a casa insieme dopo aver fatto uno spettacolo “Sta sera il Dio è venuto?”.
In fondo è così per ogni attimo della nostra vita. Accogliere e riconoscere in ogni gesto l’azione del mondo spirituale. Mentre guido la macchina, mentre faccio la spesa, mentre parlo con un’amica, mentre mi relaziono con il personale ospedaliero, se sono desta, osservo in me quali azioni non compio automaticamente, ma sono azioni nuove che mi vengono suggerite dal mondo spirituale come fantasia morale per affrontare il momento.
Per esempio ieri era di turno una signora che ha deciso che a Matteo manca la giusta grinta per affrontare la situazione e con il suo fare prova a spronarlo a suon di “Dai Matteo fammi un sorriso”. E poi dice in dialetto “Secondo mi el saria anca simpatico ma ghe manca la grinta”.
Non c’è critica nei confronti del suo atteggiamento, in lei riconosco un’enorme capacita di sentimento e di attenzione, cerca davvero di farsi in quattro per i suoi pazienti. Purtroppo non riesce ad andare oltre alle sue rappresentazioni. Lei intravede la forza dell’essere di Matteo, ma non ha strumenti per andare ad aprire quello scrigno la cui chiave è fatta di profondità, di verità, di bellezza, di saggezza.
Quindi traduce nella mancanza di grinta.
Ma una rappresentazione errata, essendo una realtà dello spirito, diventa pesante quando aleggia dentro ad una stanza, rischia di concretizzarsi se non la si sa vedere e trasformare.
Ed è a questo punto che ieri ho colto un movimento dallo spirito. L’immagine del mio caro maestro nonché compagno che sta oltre la soglia ha fatto capolino in me. Da una faccia seria faceva d’improvviso un sorriso fintissimo a 32 denti ma pieno di umorismo e mi diceva la sua frase tipo “La vita non è che un teatro.”
Così ho proposto a Matteo di provare a sciogliere la rappresentazione in quella modalità. “D’ora in poi ogni volta che la signora arriva fai un sorriso a 32 due denti palesemente finto ma con tutto l’umorismo che ti caratterizza.” Che diciamocelo, quando Matteo si mette a fare il grullo ci sotterra tutti!! Così ci siamo messi a fare le prove e abbiamo riso un bel po’.
Dunque è arrivato il momento di mettere in pratica la nostra scenetta. Entra la signora, parte con le sue frasi e Matteo la guarda dritto negli occhi, serio, poi le fa il sorriso. Giuro si è illuminata, folgorata dal suo Io, ha voluto dargli un bacio sulla guancia ed è andata via con le lacrime agli occhi.
La vita è questione di funambulismo. Un passo alla volta con l’attenzione massima per l’attimo in cui si vive, per il punto, allo stesso tempo per la periferia e per il movimento che intercorre tra i due.
Andiamo avanti. Ieri il Dio è venuto.