Ieri Matteo è stato trasferito in reparto. Se da un parte ci permette di tirare un grande sospiro di sollievo, dall’altra rende un po’più nitido il sentiero in salita che ci aspetta.
La riabilitazione. Ri-abitare-l’azione.
Tornare nuovamente a far scorrere le correnti secondo l’impulso dato dall’Io.
Un periodo che vedo come una nuova gestazione di sé. Periodo in cui l’Io costruisce grazie all’azione delle gerarchie il suo corpo fisico. Ora tocca ricollegarsi ai primi moti celesti che hanno dato origine alla vita terrestre.
L’evento drammatico che ci ha coinvolto porta in sé il concepimento di un nuovo periodo della vita, di un nuovo essere se stessi. Ora é il tempo di attendere in maniera presente e attiva la nuova nascita.
Pensare nel Volere. Volere nel Pensare.
Cosí come quando ho scoperto di essere incinta, ieri sera ho ricapitolato i dettagli dei momenti prima dell’evento.
Fin dal pomeriggio una sorta di alienazione fastidiosa mi ha coinvolto, non mi sentivo serena nell’animo. Una corrente fredda mi attraversava. Mi sono forzata ad andare ad un incontro che poteva tranquillamente essere rimandato, mi ci sono proprio sentita spinta, dal quale poi volevo staccarmi, ma non riuscivo come se ci fosse una forza che frenava la volontà di tutti i presenti.
Tornata a casa, 15 minuti dopo, Matteo é stato male. Se io avessi tardato ancora, probabilmente oggi starei raccontando un’altra storia.
Osservando le forze in atto realizzo che sopra di noi c’è stata una battaglia, tra i nostri Angeli Custodi e le forze ostacolatrici.
La chiamo battaglia perché sappiamo che con le forze dell’ostacolo non si scherza, se non interviene l’Angelo loro mica si fermano.
Ad un piano più alto la prova a cui siamo stati chiamati era già scritta, quando prima di incarnarci abbiamo preparato questi avvenimenti per la nostra crescita.
Angeli Custodi e forze ostacolatrici hanno compiuto il loro lavoro, affinché si realizzassero le nuove condizioni in cui i nostri esseri possono sviluppare nuove forze. Verso una possibile condizione migliore di Noi.
A questo stadio evolutivo, noi esseri umani siamo ancora lontani dall’essere totalmente creatori, abbiamo ancora un lungo cammino per farlo. Osservare come ciò avviene nelle forze inizia a svegliarci a questo ruolo.
Cosí un fatto drammatico diventa un’opportunità attraverso cui intravedo la possibilità di essere in futuro gerarchia della libertà e dell’amore.