Matteo è ancor più così ora, come fatalmente ha descritto se stesso il giorno prima che accadesse lo stravolgimento. Ora i suoi occhi sono ancor più densi e profondi e multimensionali, il suo viso pare più giovane e davvero emana un’innocenza infinita.
Ieri gliel’ho detto che ora emana la purezza di un bambino, pura essenzialità e la sua risposta è stata precisa… “Come un bambino dipendo dagli altri per le azioni basilari.” Solo che lo sta vivendo con la consapevolezza di un uomo maturo. Non a tutti è data questa esperienza. Deve nascondere in sé davvero un grande tesoro questa possibilità.
Quindi come Re Lear e Cordelia viviamo le nostre giornate in prigione, “pregando e cantando, e raccontandoci delle vecchie storie, e sorridendo alle farfalle dorate, parlando di chi perde e di chi vince, di chi sale e di chi scende, indaghiamo sul mistero delle cose, come se fossimo spie di Dio. E cancellando dalla memoria il ricordo delle congiure e delle fazioni dei grandi, che vanno e vengono come la marea sotto la luna”, contando in un epilogo differente dal loro.
(Comunque oggi ha camminato 12 metri in andata e 5 in ritorno e con un po’di umorismo mi ha detto che ha superato il suo record di 8 metri dell’altro giorno.)