Un sostegno per Matteo e Raissa

Cari amici di Matteo,

sicuramente avete saputo che Matteo è stato colpito da una grave ischemia.
Molti di voi gli sono stati vicini con calore in particolare nei primi momenti, quando la diagnosi iniziale è stata molto preoccupante.

Ma, fortunatamente, rispondendo alle preghiere di tutti, Matteo si è risvegliato ed è in recupero.
Come potete immaginare, nei prossimi mesi Matteo dovrà dedicare tutte le sue energie alla guarigione e non potrà lavorare.
Non avendo uno stipendio fisso su cui contare, il peso economico di terapie, controlli e riabilitazione, nonché della quotidianità, potrebbe rappresentare un ostacolo ulteriore in un momento che richiede invece serenità e concentrazione.

Per questo noi, un piccolo gruppo di amici di Matteo e Raissa, ci rivolgiamo a voi – che tanto avete ricevuto da Matteo in termini di ispirazioni e di impulsi – con questa raccolta fondi.

Chi desidera può contribuire con una donazione, secondo le proprie possibilità. Ogni gesto, piccolo o grande, rappresenta un aiuto concreto e un segno di vicinanza reale.
Sostenere Matteo oggi significa permettergli di concentrarsi su ciò che conta davvero: riprendere in mano la sua vita, passo dopo passo, con tranquillità e fiducia, anche grazie a voi.

Grazie di cuore a chi vorrà partecipare da parte di
Matteo e Raissa

Matteo

N.B. Scegliendo la modalità bonifico bancario, potrebbero venir visualizzato un avviso sulla mancata corrispondenza tra nome intestatario del conto ed IBAN. Potete ignorare l’avviso in quanto abbiamo già verificato che si tratta di un falso allarme.

Il bonifico permette di far arrivare l’intera somma donata.
Carta di credito e PayPal prevedono invece una piccola commissione di transazione.
Quando possibile, è quindi preferibile il bonifico.

AGGIORNAMENTI

2 Marzo 2026

La vita non è che un teatro

Anche scrivere un semplice post è un atto creativo. È un accogliere in sé il sussurro che viene dallo spirito e spinge per rendersi manifesto. Come diceva il padre di Matteo nel ritorno a casa insieme dopo aver fatto uno spettacolo “Sta sera il Dio è venuto?”.
In fondo è così per ogni attimo della nostra vita. Accogliere e riconoscere in ogni gesto l’azione del mondo spirituale. Mentre guido la macchina, mentre faccio la spesa, mentre parlo con un’amica, mentre mi relaziono con il personale ospedaliero, se sono desta, osservo in me quali azioni non compio automaticamente, ma sono azioni nuove che mi vengono suggerite dal mondo spirituale come fantasia morale per affrontare il momento.
Per esempio ieri era di turno una signora che ha deciso che a Matteo manca la giusta grinta per affrontare la situazione e con il suo fare prova a spronarlo a suon di “Dai Matteo fammi un sorriso”. E poi dice in dialetto “Secondo mi el saria anca simpatico ma ghe manca la grinta”.
Non c’è critica nei confronti del suo atteggiamento, in lei riconosco un’enorme capacita di sentimento e di attenzione, cerca davvero di farsi in quattro per i suoi pazienti. Purtroppo non riesce ad andare oltre alle sue rappresentazioni. Lei intravede la forza dell’essere di Matteo, ma non ha strumenti per andare ad aprire quello scrigno la cui chiave è fatta di profondità, di verità, di bellezza, di saggezza.
Quindi traduce nella mancanza di grinta.
Ma una rappresentazione errata, essendo una realtà dello spirito, diventa pesante quando aleggia dentro ad una stanza, rischia di concretizzarsi se non la si sa vedere e trasformare.
Ed è a questo punto che ieri ho colto un movimento dallo spirito. L’immagine del mio caro maestro nonché compagno che sta oltre la soglia ha fatto capolino in me. Da una faccia seria faceva d’improvviso un sorriso fintissimo a 32 denti ma pieno di umorismo e mi diceva la sua frase tipo “La vita non è che un teatro.”
Così ho proposto a Matteo di provare a sciogliere la rappresentazione in quella modalità. “D’ora in poi ogni volta che la signora arriva fai un sorriso a 32 due denti palesemente finto ma con tutto l’umorismo che ti caratterizza.” Che diciamocelo, quando Matteo si mette a fare il grullo ci sotterra tutti!! Così ci siamo messi a fare le prove e abbiamo riso un bel po’.
Dunque è arrivato il momento di mettere in pratica la nostra scenetta. Entra la signora, parte con le sue frasi e Matteo la guarda dritto negli occhi, serio, poi le fa il sorriso. Giuro si è illuminata, folgorata dal suo Io, ha voluto dargli un bacio sulla guancia ed è andata via con le lacrime agli occhi.
La vita è questione di funambulismo. Un passo alla volta con l’attenzione massima per l’attimo in cui si vive, per il punto, allo stesso tempo per la periferia e per il movimento che intercorre tra i due.
Andiamo avanti. Ieri il Dio è venuto.

12 Febbraio 2026

Dodici metri verso la luce

Matteo è ancor più così ora, come fatalmente ha descritto se stesso il giorno prima che accadesse lo stravolgimento. Ora i suoi occhi sono ancor più densi e profondi e multimensionali, il suo viso pare più giovane e davvero emana un’innocenza infinita.

Ieri gliel’ho detto che ora emana la purezza di un bambino, pura essenzialità e la sua risposta è stata precisa… “Come un bambino dipendo dagli altri per le azioni basilari.” Solo che lo sta vivendo con la consapevolezza di un uomo maturo. Non a tutti è data questa esperienza. Deve nascondere in sé davvero un grande tesoro questa possibilità.

Quindi come Re Lear e Cordelia viviamo le nostre giornate in prigione, “pregando e cantando, e raccontandoci delle vecchie storie, e sorridendo alle farfalle dorate, parlando di chi perde e di chi vince, di chi sale e di chi scende, indaghiamo sul mistero delle cose, come se fossimo spie di Dio. E cancellando dalla memoria il ricordo delle congiure e delle fazioni dei grandi, che vanno e vengono come la marea sotto la luna”, contando in un epilogo differente dal loro.

(Comunque oggi ha camminato 12 metri in andata e 5 in ritorno e con un po’di umorismo mi ha detto che ha superato il suo record di 8 metri dell’altro giorno.)

8 Febbraio 2026

Camminare le parole

Matteo è in generale molto silenzioso. Troppi stimoli, troppi concetti al momento lo sfiniscono, sta usando tutte le sue forze per riprendere il corpo fisico.
Oggi gli ho portato la piccolina. I suoi occhi si sono riempiti di gioia e amarezza allo stesso tempo. Sono docce di realtà in cui si misurano le differenze di ciò che era prima e di ciò che c’è adesso. Quanto lavoro ci sia da fare.
Durante la cena gli ho chiesto che idea si sia fatto di tutta questa storia.
Con la lentezza che lo caratterizza in questo momento mi ha risposto: ” È una prova, mi viene chiesto di camminare le parole che ho scritto. Ho parlato di Guarigione. Questa é la messa in pratica. Trasformare il dolore in amore”.
Non c’è di più da dire.
Sono onorata di poter camminare a fianco a lui in questo momento di così grande fragilità, ma anche forza.

Grazie a tutti voi che continuate a restarci vicini

3 Febbraio 2026

Verso la riabilitazione, attraversando l’Amore

Oggi abbiamo buone notizie!

Oggi Matteo verrà spostato nell’ospedale di riabilitazione.

Gli ultimi giorni non sono stati semplici. L’atmosfera era quella di un limbo, l’attesa per il nuovo passaggio che deve arrivare e lo spazio per iniziare a processare ciò che è accaduto.

La voglia di inziare seriamente a prendersi in mano e le forze e la situazione ospedaliera che ancora non lo permetteva.

Ne abbiamo viste di tutti i colori, reali gesti di amore e totale inconsapevolezza di cosa sia l’essere umano con i suoi corpi; attenzione alle esigenze più intime della persona e proiezioni del proprio vissuto personale sui pazienti, con etichette totalmente fuori luogo.

Ossimori, continuamente.

La prova che stiamo affrontando é davvero dura. Ci vorranno mesi.

Eppure non posso non pensare a quanto siamo fortunati, a quanti amici ci stanno sostenendo, a quanti soffrono più di noi ed hanno meno aiuti.

Ringrazio il Cielo ed ognuno di Voi.

Stiamo facendo esperienza vivente di che cosa sia l’Amore.

28 Gennaio 2026

Un grazie che scende come la neve

Questa mattina è arrivata la neve, con il suo manto candido ha portato pace e tranquillità nei cuori.

Dalla finestra dell’ospedale si riuscivano a vedere i fiocchi cadere attraverso la fessura dell’apertura a libro e un po’ dell’aria fresca e pungente riusciva ad entrare.


In questa calma ho detto a Matteo che i nostri amici Ilaria Fiorenzani, Maurizio Michele Savoni, Adriano Vecchiarelli, Maria Grazia Albanese hanno ideato e costruito una piattaforma per darci una mano e stare tranquilli fintanto che non possiamo riprendere a lavorare.

Si è commosso, incredulo, ed è sceso un fiume di lacrime dai suoi occhi.

“Dovrò ringraziare un sacco di persone per le preghiere e gli aiuti che abbiamo ricevuto” ha detto.
E sono sicura che lo farà… quando avrà nuovamente acquisito l’utilizzo delle mani non lo vedrò per giorni interi perché sarà indaffarato a rispondere personalmente a tutti i messaggi.

Grazie, grazie dal profondo del cuore per tutto il vostro aiuto e per la vostra generosità

Raissa

24 Gennaio 2026

Fuori dalla terapia intensiva

Ieri Matteo è stato trasferito in reparto. Se da un parte ci permette di tirare un grande sospiro di sollievo, dall’altra rende un po’più nitido il sentiero in salita che ci aspetta.

La riabilitazione. Ri-abitare-l’azione.

Tornare nuovamente a far scorrere le correnti secondo l’impulso dato dall’Io.

Un periodo che vedo come una nuova gestazione di sé. Periodo in cui l’Io costruisce grazie all’azione delle gerarchie il suo corpo fisico. Ora tocca ricollegarsi ai primi moti celesti che hanno dato origine alla vita terrestre.

L’evento drammatico che ci ha coinvolto porta in sé il concepimento di un nuovo periodo della vita, di un nuovo essere se stessi. Ora é il tempo di attendere in maniera presente e attiva la nuova nascita.

Pensare nel Volere. Volere nel Pensare.

Cosí come quando ho scoperto di essere incinta, ieri sera ho ricapitolato i dettagli dei momenti prima dell’evento.

Fin dal pomeriggio una sorta di alienazione fastidiosa mi ha coinvolto, non mi sentivo serena nell’animo. Una corrente fredda mi attraversava. Mi sono forzata ad andare ad un incontro che poteva tranquillamente essere rimandato, mi ci sono proprio sentita spinta, dal quale poi volevo staccarmi, ma non riuscivo come se ci fosse una forza che frenava la volontà di tutti i presenti.

Tornata a casa, 15 minuti dopo, Matteo é stato male. Se io avessi tardato ancora, probabilmente oggi starei raccontando un’altra storia.

Osservando le forze in atto realizzo che sopra di noi c’è stata una battaglia, tra i nostri Angeli Custodi e le forze ostacolatrici.

La chiamo battaglia perché sappiamo che con le forze dell’ostacolo non si scherza, se non interviene l’Angelo loro mica si fermano.

Ad un piano più alto la prova a cui siamo stati chiamati era già scritta, quando prima di incarnarci abbiamo preparato questi avvenimenti per la nostra crescita.

Angeli Custodi e forze ostacolatrici hanno compiuto il loro lavoro, affinché si realizzassero le nuove condizioni in cui i nostri esseri possono sviluppare nuove forze. Verso una possibile condizione migliore di Noi.

A questo stadio evolutivo, noi esseri umani siamo ancora lontani dall’essere totalmente creatori, abbiamo ancora un lungo cammino per farlo. Osservare come ciò avviene nelle forze inizia a svegliarci a questo ruolo.

Cosí un fatto drammatico diventa un’opportunità attraverso cui intravedo la possibilità di essere in futuro gerarchia della libertà e dell’amore.